Rimborso per truffa bancaria: quando la banca deve restituirti i soldi

Phishing, vishing, SIM swap, wallet clonato: verifichiamo se la banca ha applicato correttamente l'autenticazione forte e se ha davvero provato quello che la legge le impone di provare. Se emergono violazioni, prepariamo il reclamo e — se serve — il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario.

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Poche domande su cosa è successo, come sei stato ingannato, se hai già fatto reclamo e denuncia, e da quanto tempo: alla fine ricevi un primo orientamento gratuito e senza impegno sul tuo caso.

Domanda 1 di 6
1. Che tipo di operazione ti è stata sottratta?
2. Come è avvenuta la truffa, per quanto ne sai?
3. L'operazione l'hai disposta tu stesso/a (inserendo codici, OTP, conferma sull'app) oppure è comparsa senza il tuo intervento?
4. Hai già comunicato per iscritto alla banca il disconoscimento/reclamo?
5. Hai sporto denuncia alla Polizia Postale o alla Procura?
6. Da quanto tempo è successo?

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Il problema

Un phishing, una telefonata di un finto operatore, una SIM clonata: in pochi minuti il conto si svuota. La banca spesso risponde che l'operazione era autenticata con SCA regolare e nega il rimborso, scaricando la colpa sul cliente.

La nostra soluzione

Verifichiamo i log dell'operazione per capire se l'autenticazione forte (SCA) era davvero conforme e se il sistema di analisi del rischio (TRA) ha funzionato come previsto.
Controlliamo se la banca ha assolto l'onere della prova che la legge le impone, o se si è limitata a dire che "il codice era giusto".
Se emergono irregolarità, prepariamo e inviamo il reclamo; se non basta, predisponiamo il ricorso all'ABF, la via più rapida ed economica per ottenere il rimborso.

Come lavoriamo

Un percorso chiaro per trasformare i dubbi in un rimborso concreto.

01 · Raccolta

Raccogliamo log, comunicazioni con la banca e prove della truffa.

02 · Analisi tecnica

Verifichiamo SCA, TRA e onere della prova della banca.

03 · Reclamo/ABF

Predisponiamo il reclamo e, se serve, il ricorso ABF.

04 · Deposito e difesa

Deposito dell'atto e gestione della difesa fino alla decisione.

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Ti aiutiamo a capire se la banca ha rispettato le regole e ad avviare subito il reclamo.

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Domande frequenti

Le domande che ci fate più spesso

Quando la banca non applica correttamente l'autenticazione forte (SCA) richiesta dalla legge, oppure non riesce a provare che l'operazione fosse autenticata, registrata e priva di malfunzionamenti: l'onere della prova è a suo carico (art. 10 D.Lgs. 11/2010) e senza quella prova il rimborso è dovuto, salvo colpa grave o frode dell'utente.
Approfondisci: truffa bancaria, quando hai diritto al rimborso →
È l'autenticazione forte con due elementi indipendenti tra conoscenza, possesso e inerenza, obbligatoria su accessi e pagamenti a rischio. Se manca o è tecnicamente viziata, la colpa grave del cliente diventa irrilevante ai fini del rimborso (art. 10-bis D.Lgs. 11/2010).
Approfondisci: phishing bancario e rimborso →
Non con il regime automatico PSD2 sulle operazioni non autorizzate, perché l'operazione disposta personalmente resta "autorizzata" anche se la volontà era viziata dall'inganno (CGUE C-337/20). Restano percorribili altri profili di responsabilità della banca, da valutare caso per caso.
Approfondisci: truffa marketplace e responsabilità della banca →
Il disconoscimento va comunicato senza indugio, e comunque entro 13 mesi dalla data di addebito (art. 9 co. 2 D.Lgs. 11/2010): oltre questo termine il diritto alla rettifica decade, salvo che la banca non ti abbia fornito le informazioni di trasparenza dovute su quell'operazione.
Approfondisci: reclamo alla banca, cosa scrivere →
Il passo successivo è il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF): procedura rapida (in media 4 mesi, 107-122 giorni nel 2025), economica e senza obbligo di avvocato, con onere della prova sempre a carico della banca.
Approfondisci: ricorso ABF per truffa bancaria →
No. È una negligenza macroscopica, non un errore qualsiasi: cliccare su un link che replica fedelmente le comunicazioni ufficiali della banca, ad esempio, non basta da solo a integrarla. E se manca la prova di una SCA conforme, la colpa grave del cliente diventa comunque irrilevante.
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Cos'è S-BLOKKO™ e quando ha senso usarlo

S-BLOKKO™ è il servizio di C&D Solutions che verifica se una truffa o un'operazione bancaria non autorizzata (phishing, vishing, SIM swap, wallet clonato) dà diritto al rimborso: analizza log e prove fornite dalla banca e, se emergono violazioni PSD2/SCA, cura il reclamo e il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario. Non si applica al normale utilizzo consapevole della carta o dell'app, ma ai casi in cui la banca non ha applicato correttamente l'autenticazione forte o non riesce a provare quanto la legge le richiede.

Quando la truffa è rimborsabile e quando no

SituazioneRimborso
SCA assente, incompleta o basata su dati statici (numero carta, CVV statico, password)Sì, molto probabile
Banca che non produce i log di autenticazione ed enrollmentSì, l'onere della prova non è assolto
Operazione autorizzata personalmente dalla vittima, indotta da un raggiro (falso trading, marketplace, finto operatore)Non con il regime PSD2 automatico — da valutare su altri profili
Colpa grave provata (es. condivisione volontaria e consapevole dei codici dispositivi)No
Contestazione oltre 13 mesi dall'addebito, informazioni di trasparenza regolarmente forniteNo — diritto decaduto

Il dettaglio caso per caso è nella guida truffa bancaria: quando hai diritto al rimborso.

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