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Anatocismo conto corrente, recuperati €300.000,00

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semina soldi

Anatocismo conto corrente, quello che semini raccogli…un campo di quasi €300.000,00

In questo caso la banca ha seminato per decenni tassi non trasparenti, anatocismo e raccolto soldi non dovuti dal campo dell’azienda correntista.

I fatti, in breve, sono che nel 1983 la correntista apre un conto corrente assistito da fido di cassa. Lo usa fino al 2011 e poi lo chiude e lo dimentica finchè non sente parlare di anatocismo sul conto corrente.

In tempi di preanalisi gratuite (tranne noi), il caso odierno è l’occasione per svelare che una sentenza come questa si ottiene con un’ottima preparazione prima della causa:

  1. L’azienda è il primo pensiero di ogni consulente/professionista, e la sua sicurezza non è derogabile. Fare causa a una banca su un conto corrente chiuso è la tutela più solida per l’azienda non solo da rischi di revoca dei fidi contestati ma anche da segnalazioni in CR che andrebbero a peggiorare il rating dell’azienda sulle altre banche con cui lavora.
  2. Contratto aperto prima dell’anno 2000. Il 2000 è uno spartiacque contrattuale importante; le regole contrattuali con la banca prima di quell’anno erano diverse rispetto ai contratti successivi. Anche per rapporti accesi dopo il 2000 si può fare causa alla banca ma bisogna che si verifichino altre condizioni rispetto a questa sentenza.
  3. Verifica estratti conto ai fini della prescrizione. Verificare, in fase di prima consulenza sul rapporto di conto corrente, le rimesse (probabilmente) prescritte permette una prudente quantificazione del valore della causa.
  4. (In)validità dei contratti e comunicazioni successive al contratto del 1983, ovvero aperture di credito, variazioni unilaterali…

Come si suol dire, chi ben comincia è a metà dell’opera, e una consulenza ante causa di questa portata richiede competenza (pratica e studio continui) e giorni di lavoro ma è l’unica via per:

  1. tutelare il cliente
  2. fornirgli elementi solidi per decidere se procedere o meno con la causa
  3. portare a casa il miglior risultato possibile.

Scarica la sentenza: Sentenza Tribunale Milano

 

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