Ho perso soldi con un investimento: posso essere risarcito?

Scritto da Mario Bellore, Co-fondatore di C&D Solutions — aggiornato il 14 luglio 2026

Sì, ma solo in casi precisi: una perdita da investimento è risarcibile quando non deriva dal normale andamento del mercato, ma da una violazione degli obblighi dell'intermediario — profilatura MiFID mancante o incoerente, prodotto inadeguato al profilo del cliente, rischi non spiegati. In questi casi si può chiedere il risarcimento con un reclamo scritto alla banca e, se la risposta manca o non soddisfa, con ricorso all'Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), gratuito per l'investitore e competente per richieste fino a 500.000 euro. Se invece l'investimento era adeguato e i rischi erano stati illustrati correttamente, la perdita rientra nel rischio di mercato e non è risarcibile.

Questa guida spiega come distinguere i due casi, chi deve provare che cosa e quali passi compiere, in quale ordine.

Quando una perdita da investimento è risarcibile e quando no?

La legge non protegge dal rischio di mercato: protegge dalla violazione delle regole. Banche, SIM e consulenti finanziari sono tenuti per legge (art. 21 del Testo Unico della Finanza) a comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, a conoscere il cliente e a proporgli solo prodotti coerenti con il suo profilo. Quando queste regole vengono violate e ne deriva una perdita, il danno può essere risarcito. Quando invece le regole sono state rispettate, la perdita resta a carico dell'investitore: è la controparte del rendimento atteso. La tabella riassume le situazioni più frequenti.

Situazione tipicaRisarcimento possibile?Perché
Questionario MiFID mai somministrato, compilato dal funzionario o palesemente incoerente con la realtà del clienteSì, da verificareLa profilatura è la base della valutazione di adeguatezza: se manca o è inattendibile, l'intermediario non poteva raccomandare il prodotto
Prodotto complesso o rischioso venduto a un risparmiatore prudente (obbligazioni subordinate, polizze unit linked, fondi illiquidi, azioni della stessa banca)Sì, da verificarePossibile violazione della valutazione di adeguatezza o appropriatezza
Rischi specifici non spiegati (illiquidità, subordinazione, leva) o informativa solo genericaSì, da verificarePossibile violazione degli obblighi informativi dell'art. 21 TUF
Investimento adeguato al profilo, rischi illustrati, mercato scesoNoÈ il normale rischio di mercato, accettato consapevolmente: nessuna violazione, nessun risarcimento
Perdita su piattaforma estera non autorizzata (broker abusivo)Recupero improbabileNon c'è un intermediario vigilato contro cui agire: il percorso è diverso (denuncia, segnalazione a Consob)

Diciamolo con chiarezza, perché è il punto su cui molti siti sorvolano: se la banca ha fatto tutto correttamente, la perdita non è risarcibile, e un'analisi seria deve dirlo subito. Il caso del broker estero abusivo è trattato a parte nella guida truffa nel trading online: cosa fare.

Cosa doveva fare la banca prima di vendermi il prodotto?

Tre cose, in sintesi. Primo: raccogliere le informazioni sul cliente attraverso il questionario di profilatura MiFID — esperienza, obiettivi, orizzonte temporale, capacità di sopportare le perdite. Secondo: valutare che il prodotto fosse adeguato (nella consulenza e nelle gestioni) o quantomeno appropriato a quel profilo. Terzo: informare in modo chiaro e specifico sui rischi del singolo prodotto — non basta un fascicolo generico consegnato alla firma. Un esempio concreto dall'orientamento dell'Arbitro: con la decisione ACF n. 8110/2025 è stato giudicato non conforme agli orientamenti ESMA un questionario che dedicava solo due domande agli obiettivi di investimento del cliente. Approfondimenti nelle guide dedicate al questionario MiFID e ai prodotti non adatti al profilo e alla responsabilità di banca e consulente.

Chi deve dimostrare che l'investimento era corretto?

Qui sta la regola che quasi nessun risparmiatore conosce: nei giudizi di risarcimento per i servizi di investimento, l'onere della prova è invertito. Per l'art. 23, comma 6, del TUF spetta all'intermediario dimostrare di aver agito con la specifica diligenza richiesta — non al cliente dimostrare il contrario. Se la banca non riesce a provare di aver profilato correttamente il cliente e di averlo informato in modo adeguato, la violazione si considera accertata. Questo principio vale anche davanti all'ACF e cambia radicalmente i rapporti di forza: il risparmiatore non parte affatto svantaggiato come teme. Resta però indispensabile ricostruire i fatti con i documenti: senza contratto quadro, questionario e ordini, nemmeno l'inversione dell'onere della prova aiuta.

Non sai se il tuo caso rientra tra quelli risarcibili? L'unico modo serio per saperlo è analizzare i documenti: contratto, questionario MiFID, ordini di investimento. Refundo fa esattamente questo — e se non ci sono violazioni, te lo dice.

Verifica se il tuo caso è risarcibile

Cosa devo fare concretamente per chiedere il risarcimento?

Il percorso è graduale e in gran parte documentale:

  1. Recupera i documenti. Hai diritto di ottenere dalla banca copia della documentazione delle operazioni degli ultimi 10 anni (art. 119, comma 4, TUB): contratto quadro, questionario MiFID, ordini di acquisto, estratti del dossier titoli, comunicazioni ricevute.
  2. Presenta reclamo scritto all'intermediario, descrivendo i fatti e le violazioni contestate. La banca deve rispondere entro 60 giorni.
  3. Se la risposta manca o non soddisfa, presenta ricorso all'ACF entro 1 anno dal reclamo. Il ricorso è gratuito, si svolge per iscritto senza udienze e copre richieste fino a 500.000 euro. Come funziona in dettaglio: ricorso ACF, tempi e costi.
  4. In alternativa, il giudizio ordinario: resta la strada per importi superiori alla soglia ACF o per casi che richiedono attività istruttoria complessa.

Quanto tempo ho per agire?

Il termine di prescrizione ordinario per la responsabilità contrattuale dell'intermediario è di 10 anni, ma su un punto tecnico decisivo — da quando questo termine inizia a decorrere — l'orientamento non è consolidato e va valutato caso per caso. Una tesi (seguita tradizionalmente dall'ACF) fa decorrere il termine dalla data dell'investimento (la sottoscrizione), a prescindere da quando hai scoperto il problema: in questa lettura, un investimento di oltre un decennio fa potrebbe essere già prescritto. Un'altra tesi, sostenuta da pronunce di Cassazione più recenti e da parte della giurisprudenza di merito, fa invece decorrere il termine da quando il danno è diventato oggettivamente percepibile (ad esempio un default, una sanzione pubblicata, il crollo di valore) — che spesso è molto dopo la sottoscrizione, riaprendo perdite che sembrerebbero prescritte. Quale tesi si applichi al tuo caso dipende dai fatti specifici e va verificato con chi segue il fascicolo, non dato per scontato in un senso o nell'altro. Fa eccezione, come orientamento ACF, la responsabilità dell'intermediario per i danni causati dal consulente o promotore (art. 31 TUF), che ha natura extracontrattuale, si prescrive in 5 anni e decorre invece dalla scoperta del danno e del suo autore. Da tenere distinto: anche a prescindere dalla prescrizione, l'ACF esamina solo fatti e comportamenti collocabili negli ultimi 10 anni rispetto alla data del ricorso (limite di competenza, non sospendibile né interrompibile). Attenzione poi a un termine molto più breve: il ricorso all'ACF va presentato entro 1 anno dal reclamo — e se sono stati inviati più reclami sugli stessi fatti, l'anno decorre dal primo (ACF n. 6849/2023). Chi ha reclamato tempo fa e ha lasciato cadere la cosa dovrebbe verificare subito la propria posizione.

Quanto posso recuperare se le violazioni vengono accertate?

Il criterio base è concreto: capitale investito, meno quanto già recuperato (rimborsi, vendite parziali), meno cedole e frutti percepiti nel tempo. Avere ancora i titoli in portafoglio non impedisce il risarcimento: per l'orientamento dell'ACF (ad es. decisione n. 7371/2023, sulla scia di Cass. n. 29864/2011) la perdita si calcola alla data in cui il cliente ha avuto consapevolezza dell'irregolarità. L'importo può essere ridotto se il comportamento dell'investitore ha concorso al danno (art. 1227 c.c.). Un'avvertenza dovuta: nessun professionista serio può promettere percentuali di successo — l'esito dipende dai documenti e dalla condotta effettiva dell'intermediario, caso per caso.

Refundo è il servizio di C&D Solutions che verifica se una perdita da investimento è risarcibile: analizza contratti, profilo MiFID e ordini di investimento e, se emergono violazioni dell'intermediario, cura il ricorso all'Arbitro per le Controversie Finanziarie.

Hai i documenti del tuo investimento? Anche solo il contratto e gli ordini bastano per iniziare la verifica. L'analisi distingue con onestà i casi risarcibili da quelli che non lo sono.

Verifica se il tuo caso è risarcibile

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Domande frequenti

Il ricorso all'ACF è gratuito?

Sì, il ricorso all'Arbitro per le Controversie Finanziarie è gratuito per l'investitore. La procedura è interamente documentale, senza udienze, e si presenta online sul sito acf.consob.it.

Posso chiedere il risarcimento anche se ho ancora i titoli in portafoglio?

Sì. Secondo l'orientamento dell'ACF, il possesso dei titoli al momento del ricorso non impedisce il risarcimento: la perdita viene calcolata alla data in cui l'investitore ha avuto consapevolezza dell'irregolarità. Da quel momento, però, l'eventuale recupero di valore dei titoli resta a suo carico.

Ho firmato tutti i moduli che la banca mi ha presentato: ho perso ogni diritto?

No. La firma dei moduli non sana da sola le violazioni dell'intermediario: se il questionario MiFID era inattendibile o i rischi non sono stati spiegati in modo effettivo, la responsabilità può sussistere comunque. Conta la sostanza della condotta, non solo la modulistica.

Ho perso soldi con una piattaforma di trading online estera: valgono le stesse regole?

Solo in parte. Se la piattaforma è un intermediario autorizzato e vigilato, il percorso è lo stesso: reclamo e ricorso ACF. Se è un broker abusivo non autorizzato, il recupero è purtroppo improbabile e il percorso è diverso: denuncia penale e segnalazione a Consob.

Quanto tempo ho per chiedere il risarcimento alla banca?

Il termine di prescrizione ordinario per la responsabilità contrattuale dell'intermediario è di 10 anni. Su quando questo termine inizia a decorrere l'orientamento non è consolidato: una tesi lo fa partire dalla sottoscrizione, un'altra dal momento in cui il danno è diventato oggettivamente percepibile — con effetti molto diversi su un investimento di oltre un decennio fa, da valutare caso per caso. Attenzione poi a un termine molto più breve: il ricorso all'ACF va presentato entro 1 anno dalla presentazione del reclamo all'intermediario.

Contenuto informativo, non costituisce consulenza legale o finanziaria personalizzata né raccomandazione di investimento. Riferimenti normativi principali: artt. 21 e 23 D.Lgs. 58/1998 (TUF); art. 119 D.Lgs. 385/1993 (TUB); Delibera Consob n. 19602/2015 (istituzione ACF). Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2026.