Ho perso soldi con obbligazioni subordinate o polizze unit linked: posso avere un rimborso?

Scritto da Mario Bellore, Co-fondatore di C&D Solutions — aggiornato il 14 luglio 2026

Sì, se la perdita dipende da come ti è stato venduto il prodotto e non solo dal mercato. Obbligazioni subordinate e polizze unit linked sono tra i prodotti più frequenti nei ricorsi dei risparmiatori, perché uniscono rischi difficili da capire a una vendita spesso frettolosa: se la banca non ti ha spiegato la subordinazione, i costi o l'illiquidità, o se il prodotto era inadeguato al tuo profilo MiFID, il danno può essere risarcito con reclamo all'intermediario e ricorso all'ACF (gratuito, fino a 500.000 euro). Se invece rischi e costi erano stati illustrati davvero e il prodotto era coerente con il tuo profilo, la perdita rientra nel rischio accettato e non è risarcibile.

Perché proprio subordinate e unit linked causano tante perdite?

Per la loro struttura. L'obbligazione subordinata, in caso di crisi dell'emittente, viene rimborsata solo dopo tutti gli altri creditori — e nelle crisi bancarie può essere azzerata: un rischio da capitale di rischio dietro l'apparenza rassicurante della parola "obbligazione". La polizza unit linked è un contenitore assicurativo il cui valore dipende interamente dai fondi sottostanti, con livelli di costo che erodono il rendimento: né il capitale né un rendimento minimo sono garantiti, anche se la parola "polizza" evoca protezione. In entrambi i casi il problema non è che il prodotto esista, ma che sia stato spesso venduto a risparmiatori prudenti come alternativa "tranquilla" a un'obbligazione ordinaria o a un buono fruttifero.

Quando la perdita su un'obbligazione subordinata è risarcibile?

Il punto centrale è l'informativa specifica. Per l'orientamento costante dell'ACF, il documento generale sui rischi consegnato all'apertura del rapporto non basta: serve un'informativa riferita al singolo strumento e temporalmente vicina all'operazione (ACF nn. 6870/2023 e 7026/2023, in linea con Cass. n. 14208/2022). Per i titoli subordinati la regola si fa più severa: indicare una classe di rischio sintetica come "elevata" non sostituisce la spiegazione specifica del vincolo di subordinazione, specie verso clienti anziani o poco esperti (ACF n. 6885/2023). Contano poi i presidi rafforzati per i titoli illiquidi previsti dalla Comunicazione Consob n. 9019104/2009 (pricing, costi, scenari di disinvestimento) e il conflitto di interessi quando la banca colloca titoli propri o del proprio gruppo — caso tipico proprio delle subordinate bancarie, dove peraltro, se il contratto quadro estende la consulenza obbligatoria ai prodotti dell'emittente, la banca deve la piena valutazione di adeguatezza (ACF n. 6347/2023). E l'esperienza del cliente non elimina l'obbligo: anche l'investitore esperto va informato sullo specifico strumento (Cass. n. 14917/2023).

E la perdita su una polizza unit linked o multi-ramo?

Per i prodotti di investimento assicurativi vale la cosiddetta adeguatezza rafforzata: l'intermediario deve prima raccogliere le tue esigenze assicurative e poi spiegare perché proprio quel prodotto vi risponde — questionari con una sola domanda generica e report senza motivazioni sono stati ripetutamente censurati (tra le tante, ACF nn. 7914/2025 e 7216/2024). Per le polizze multi-ramo e i prodotti multi-opzione non basta la consegna del KID "base": serve la prova che ti siano stati forniti i KID delle specifiche opzioni scelte, con le relative percentuali (ACF n. 8054/2025) — non si può pretendere che il cliente si cerchi da solo il proprio KID tra centinaia. E per le operazioni di switch (sostituzione di una polizza o di un fondo con un altro) l'intermediario deve dimostrare che i benefici superavano i costi, incluso il costo di uscita dal vecchio prodotto (ACF n. 8191/2025).

Prodotto / operazioneViolazione tipicaRiferimento
Obbligazione subordinataVincolo di subordinazione non spiegato in modo specifico; classe di rischio sintetica usata come scorciatoiaACF n. 6885/2023
Subordinata emessa dalla propria bancaConflitto di interessi non gestito; adeguatezza dovuta se la consulenza è estesa ai prodotti propriACF n. 6347/2023
Polizza unit linkedEsigenze assicurative raccolte in modo generico; raccomandazione non motivata (adeguatezza rafforzata)ACF nn. 7914/2025, 7216/2024
Polizza multi-ramo / multi-opzioneKID delle specifiche opzioni non consegnatiACF n. 8054/2025
Switch tra polizze o fondiAnalisi costi/benefici assente o limitata ai soli costi dei nuovi strumentiACF nn. 8191/2025, 7506/2024
Titoli illiquidi in generePresidi rafforzati su pricing, costi e disinvestimento non rispettatiComunicazione Consob n. 9019104/2009

Riconosci il tuo caso in una di queste righe? La conferma può darla solo l'analisi dei documenti: contratto, questionario MiFID, scheda prodotto, KID, moduli d'ordine. Refundo li esamina e ti dice se ci sono violazioni concrete.

Verifica se il tuo caso è risarcibile

Cosa posso recuperare e con quali documenti?

Il criterio base del risarcimento è la differenza tra il capitale investito e quanto complessivamente recuperato: rimborsi, vendite parziali, cedole e frutti percepiti si sottraggono. Per le polizze non ancora riscattate l'ACF applica criteri specifici (ad es. decisione n. 7371/2023), e avere ancora i titoli in portafoglio non preclude il ricorso. Sul piano probatorio parti avvantaggiato due volte: puoi ottenere dalla banca copia della documentazione degli ultimi 10 anni (art. 119, comma 4, TUB) e l'onere della prova è invertito — spetta all'intermediario dimostrare di averti informato e profilato correttamente, operazione per operazione: la documentazione "a campione" non gli basta (ACF n. 7394/2024). Il percorso completo — reclamo, poi ricorso — è nella guida sul ricorso ACF.

Quando invece la perdita non è risarcibile?

Va detto senza giri di parole. Se la subordinazione ti era stata spiegata in modo specifico, se i KID delle opzioni scelte ti sono stati consegnati davvero, se il prodotto era coerente con un profilo MiFID attendibile, la perdita è rischio di mercato e il ricorso verrà respinto. Lo stesso può accadere, nonostante una violazione formale, se risulti un investitore esperto con lunga operatività su strumenti analoghi: in quel caso l'ACF può escludere il nesso causale (ne parliamo nella guida sul questionario MiFID). Un'analisi che non considera anche questi scenari non è un'analisi: è una vendita.

Refundo è il servizio di C&D Solutions che verifica se una perdita da investimento è risarcibile: analizza contratti, profilo MiFID e ordini di investimento e, se emergono violazioni dell'intermediario, cura il ricorso all'Arbitro per le Controversie Finanziarie.

Hai in mano la documentazione della tua subordinata o della tua polizza? Anche incompleta va bene: il resto si può richiedere alla banca. Parti dalla verifica, non dal ricorso.

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Guide correlate: perdite da investimento: quando è previsto il risarcimento · questionario MiFID e prodotti non adatti · responsabilità di banca e consulente · ricorso ACF: tempi e costi.

Domande frequenti

Le mie obbligazioni subordinate sono state azzerate: da chi posso pretendere il risarcimento?

Dall'intermediario che te le ha vendute, se ha violato gli obblighi di informazione o di adeguatezza: questa responsabilità è distinta dall'insolvenza dell'emittente. Se però l'intermediario che ha collocato i titoli coincide con l'emittente in dissesto, il percorso è più complesso e va valutato caso per caso.

La polizza me l'hanno presentata a voce come sicura: quella promessa conta qualcosa?

Le dichiarazioni verbali sono difficili da provare, ma non servono per forza: la contestazione si costruisce sui documenti — questionario MiFID, dichiarazione di adeguatezza, KID, moduli d'ordine. È l'intermediario a dover dimostrare per iscritto di averti informato correttamente, non tu a dover provare la promessa verbale.

Ho ancora la polizza o i titoli in corso: devo prima venderli o riscattarli per agire?

No. Per l'orientamento ACF il possesso dei titoli al momento del ricorso non impedisce il risarcimento, e per le polizze non riscattate esistono criteri specifici di calcolo del danno. La scelta se riscattare o mantenere va però ponderata caso per caso, anche per i suoi effetti sul calcolo.

Le cedole e i rimborsi che ho incassato vengono sottratti dal risarcimento?

Sì. Il criterio base è la differenza tra il capitale investito e quanto complessivamente recuperato: rimborsi, vendite parziali, cedole e altri frutti percepiti riducono l'importo risarcibile. È un calcolo di trasparenza che ogni analisi seria deve fare prima di stimare il danno.

Quanto tempo ho per contestare una perdita su subordinate o polizze?

Il termine di prescrizione ordinario per la responsabilità contrattuale dell'intermediario è di 10 anni, ma su quando questo termine inizia a decorrere l'orientamento non è consolidato e va valutato caso per caso: una tesi lo fa partire dalla sottoscrizione del prodotto, un'altra dal momento in cui il danno è diventato oggettivamente percepibile (non da quando l'hai scoperto tu personalmente, ma da quando era oggettivamente riconoscibile). A seconda della tesi applicabile, perdite di diversi anni fa possono essere ancora azionabili anche oltre il decennio dalla sottoscrizione, o risultare già prescritte. Il ricorso all'ACF va però presentato entro 1 anno dal reclamo all'intermediario.

Contenuto informativo, non costituisce consulenza legale o finanziaria personalizzata né raccomandazione di investimento. Riferimenti principali: artt. 21 e 23 D.Lgs. 58/1998 (TUF); Regolamento Consob n. 20307/2018; Comunicazione Consob n. 9019104/2009 (titoli illiquidi); Reg. UE 1286/2014 (KID/PRIIPs); decisioni ACF e Cassazione citate nel testo. Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2026.