Derivati OTC: cosa cambiano le nuove Ordinanze della Cassazione per gli investitori

Scritto da Mario Bellore, Co-fondatore di C&D Solutions — aggiornato il 23 June 2026

In sintesi: Nel 2020 le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 8770, nota come "sentenza Cattolica") avevano stabilito regole chiare per i contratti derivati OTC: la banca doveva indicare il mark-to-marke...

Contesto normativo

Nel 2020 le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 8770, nota come "sentenza Cattolica") avevano stabilito regole chiare per i contratti derivati OTC: la banca doveva indicare il mark-to-market, gli scenari probabilistici e i costi impliciti. Senza questi elementi, il contratto era nullo per difetto di causa.

A febbraio 2026, due Ordinanze della Prima Sezione (nn. 2262 e 2358) hanno reinterpretato questi principi, ridefinendo gli obblighi delle banche.

Cosa cambia

Le nuove Ordinanze introducono quattro cambiamenti significativi:

  1. Meno nullità automatiche: non basta più dimostrare che nel contratto mancava una clausola specifica. Il giudice deve verificare se l'investitore ha effettivamente compreso i rischi.
  2. Distinzione tra derivati semplici e complessi: per un IRS plain vanilla gli obblighi informativi sono meno stringenti. Per prodotti complessi restano pieni.
  3. Scenari probabilistici ridimensionati: non sono previsioni del futuro, ma analisi storiche. Si allineano ai "scenari di performance" del Regolamento PRIIP.
  4. Mark-to-market semplificato: per gli IRS di copertura non serve indicare il metodo di calcolo se è desumibile dalla struttura dell'operazione.

Impatto pratico per chi ha perso soldi con i derivati

Se sei un investitore retail che ha subito perdite su derivati OTC, queste Ordinanze non chiudono la porta ai ricorsi, ma cambiano la strategia:

  • Prodotti complessi: gli obblighi informativi restano stringenti. Se la banca ti ha venduto un derivato complesso senza spiegarti adeguatamente i rischi, la contestazione è ancora solida.
  • Profilo MiFID: la Cassazione sembra dimenticare la distinzione tra clienti retail e professionali prevista dalla MiFID 2. Questo è un punto debole sfruttabile: se eri un cliente retail e sei stato trattato come un professionista, l'informativa era necessariamente inadeguata.
  • Consapevolezza effettiva: ora conta dimostrare che NON hai compreso i rischi reali, non solo che mancava una clausola nel contratto.

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Riferimenti

Domande frequenti

Posso ottenere un risarcimento per perdite su derivati?

Sì, se la banca non ha rispettato gli obblighi informativi MiFID o ti ha venduto prodotti inadeguati al tuo profilo di rischio, puoi presentare un ricorso all'ACF o un'azione civile per il recupero delle perdite.

Cosa significa che un derivato è 'inadeguato'?

Un prodotto è inadeguato quando non corrisponde al tuo profilo di rischio, ai tuoi obiettivi di investimento o alla tua esperienza finanziaria. La banca è obbligata a verificare questi elementi prima di proporti qualsiasi investimento.

Quanto tempo ho per fare ricorso?

Il ricorso all'ACF va presentato entro 1 anno dal reclamo alla banca. L'azione civile ha tempi più lunghi. È importante agire tempestivamente per non perdere il diritto al risarcimento.

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